Piemonte
Mostre a Torino 2026
La redazione · Pubblicato il

Nel 2026, i grandi musei piemontesi, dal Castello di Rivoli a Palazzo Madama, propongono una stagione di mostre a Torino e nel suo hinterland che si estende dalla primavera all’inverno, dall’arte contemporanea alle collezioni storiche. La stagione copre l’intero anno, dall’Arte Povera alle collezioni d’arte antica.
Il contemporaneo, da Rivoli alla Fondazione Merz
A Rivoli, alle porte occidentali di Torino, il Castello di Rivoli, museo d’arte contemporanea ospitato in un’antica residenza di casa Savoia, riallestisce la sua collezione permanente attorno all’Arte Povera per tutto l’anno. Lo stesso castello presenta fino al 17 settembre La Buona Aria, un percorso tra arte e storia. In città, la Fondazione Merz, dedicata all’arte povera, prolunga fino al 27 settembre il suo Public Program, prima di inaugurare a fine ottobre una mostra dedicata a Marisa Merz, in programma fino alla primavera 2027.
Palazzo Madama e la memoria della città
Nel cuore di Torino, in Piazza Castello, Palazzo Madama, museo civico d’arte antica, accoglie fino al 7 settembre MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria. La mostra ripercorre la memoria monumentale dell’antica capitale degli Stati Sabaudi. Lo stesso edificio, tra resti romani e facciata barocca, fa parte del racconto.
Mostre a Torino, una stagione lunga un anno
Il calendario non si limita alle grandi istituzioni. Il 23 luglio, il Palazzo Bricherasio, a Torino, presenta Alpi in luce, una mostra fotografica dedicata alla montagna. A fine anno, il 9 dicembre, il Prix Reale Mutua unisce arte e sport a Torino. Da una stagione all’altra, la città mantiene una programmazione fitta, che il sito del Castello di Rivoli documenta per la propria parte contemporanea.
Una capitale che si guarda
MonumenTO, La forma della memoria: il titolo della mostra di Palazzo Madama dice che cosa Torino fa del suo passato. La città è stata capitale di un ducato poi di un regno, ha smesso di esserlo, e ha conservato gli edifici. Il museo occupa l’antica residenza, e così fa il castello di Rivoli: in entrambi i casi il contenitore appartiene al discorso quanto il contenuto.
Resta da capire che cosa faccia un museo di una grandezza passata. Può tenerla viva o imbalsamarla, e la differenza tiene a poco. A Rivoli l’Arte Povera occupa le sale di una residenza dei Savoia senza imitarle: è un modo di abitare un’eredità invece di custodirla. Una città che è stata capitale può accontentarsi di ricordarlo. Torino, per ora, preferisce servirsene.
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