Piemonte
Sagre del Piemonte 2026
La redazione · Pubblicato il

Dall’estate all’autunno 2026, i comuni e le associazioni piemontesi, dal Canavese a Torino, propongono un calendario di sagre del Piemonte che celebrano di volta in volta la toma, il riso e il bue grasso, al ritmo dei raccolti. Cinque appuntamenti scandiscono la stagione, dal 27 luglio a metà dicembre, tra la pianura risicola e l’alta montagna.
Le sagre del Piemonte, un calendario dettato dai raccolti
La stagione si apre il 27 luglio a Bosconero, nel Canavese, dove la Sagra dell’Agnolotto rende omaggio alla pasta ripiena simbolo della regione per quattro giorni di festa. Una settimana dopo, il 3 agosto, Pragelato, nell’alta Val Chisone, riunisce i suoi produttori attorno alla Sagra della Toma e dei Sapori di Montagna, dedicata al formaggio d’alpeggio. L’autunno prende il testimone con Risò, dall’11 al 13 settembre a Vercelli, capitale risicola della pianura padana. Ogni tappa segue il suo prodotto, e ogni prodotto la sua stagione.
Terra Madre, la vetrina torinese
Il culmine arriva a fine settembre. Dal 24 al 27, Terra Madre Salone del Gusto occupa il centro storico di Torino, le sue piazze e i suoi palazzi. Organizzata da Slow Food, la manifestazione va oltre la semplice degustazione: mette al centro la biodiversità alimentare e le comunità dei produttori, in un formato che unisce mercato, incontri e laboratori, come illustra il programma ufficiale di Terra Madre Salone del Gusto. Dà alla gastronomia piemontese una dimensione internazionale, che le sagre di paese non hanno la vocazione di raggiungere.
Dalla festa di paese al terroir di montagna
Altri appuntamenti conservano un carattere più intimo. A Pragelato come a Bosconero, la sagra resta prima di tutto una questione di comunità, dove il prodotto conta più dello spettacolo. La stagione si chiude il 10 dicembre a Carrù, nel Cuneese, con la Fiera del Bue grasso, fiera invernale dedicata al bue di razza piemontese, che prolunga un’antica tradizione di allevamento. Tra l’agnolotto dell’estate e il bue grasso di dicembre, è un intero territorio che si racconta nel piatto.
Che cosa diventa una sagra quando riesce
Tra Bosconero e Torino ci sono cinquanta chilometri e due mondi. La sagra di paese si regge su un prodotto, qualche volontario e un fine settimana d’estate. Terra Madre accoglie delegazioni venute da decine di paesi e occupa i palazzi del centro storico. Le due si richiamano allo stesso territorio, e l’una nutre l’altra: senza le feste comunali, il Salone non avrebbe nulla da mostrare.
Resta da capire a chi appartenga una festa che riesce. Finché sta dentro un paese, appartiene a chi la fa. Quando riempie i pullman e gli alberghi, appartiene anche a chi arriva, e bisogna decidere che cosa si conserva del disordine iniziale. Il Piemonte ha le due forme sotto gli occhi, a cinquanta chilometri di distanza. È forse la sua fortuna: può confrontarle.
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