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Giornate Europee del Patrimonio 2026 in Piemonte: cosa apre il 26 e il 27 settembre

La redazione · Pubblicato il

Musei Reali di sera - GEP 2026

Il Piemonte partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, in un’edizione coordinata dal Ministero della Cultura. Il tema dell’anno, « Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare », attraversa un calendario che va da Torino alle valli dell’Ossola. Il programma ufficiale conta cinquantadue appuntamenti in regione, distribuiti su ventisette comuni, di cui nove aperture serali.

Il sabato sera, un euro

Nove luoghi piemontesi prolungano il sabato e aprono di sera al costo simbolico di un euro. La misura vale per i musei e i luoghi della cultura statali in tutta Italia, e fa di quella serata il momento più accessibile dell’anno per entrare in un edificio che di solito si guarda da fuori. In Piemonte tocca:

  • i Musei Reali, a Torino
  • il Palazzo Carignano con gli appartamenti dei principi, a Torino
  • la Villa della Regina, a Torino
  • il castello di Racconigi, con il primo piano nobile
  • il castello di Moncalieri
  • il castello ducale di Agliè, con la mostra Vitae
  • l’abbazia di Vezzolano, ad Albugnano, per una serata Rigoletto
  • il forte di Gavi, con due visite di cui una al tramonto

L'edizione 2026 si è svolta il 26 e il 27 settembre. Le Giornate Europee del Patrimonio tornano in Piemonte a settembre 2027; questa pagina si riempirà di nuovo qualche giorno prima.

La provincia di Torino tiene metà del programma

Ventiquattro appuntamenti su cinquantadue si svolgono nella sola provincia di Torino, dodici in città, il che dice molto sulla concentrazione del patrimonio statale piemontese. La Villa della Regina gioca la carta della vigna urbana con una passeggiata botanica, un incontro sull’alimentazione e un aperitivo tra i filari. I Musei Reali aprono due laboratori alle famiglie, tra cui una caccia ai volti sulle medaglie antiche. Il Palazzo Carignano, palazzo barocco dove sedette il primo parlamento italiano, propone un laboratorio di scrittura per bambini prima della serata.

Partecipano cinque archivi di Stato: Torino, Novara, Asti, Alessandria e Vercelli, che per l’occasione tirano fuori manifesti, registri e fascicoli di banditi. A Vercelli l’Archivio Storico Comunale espone i manifesti che dicevano la città nel 1859, l’anno prima dell’Unità. La domenica la Villa della Regina dedica la giornata allo spettacolo e i Musei Reali accolgono le famiglie attorno a Carlo Alberto, sovrano degli Stati sabaudi che fece del palazzo una residenza di governo. Torino offre così, in due giorni, una scorciatoia di quello che lo Stato conserva in regione.

Fuori Torino, forti, abbazie e una discoteca

Il resto del programma disegna un Piemonte meno prevedibile. Il sabato appartiene alle fortificazioni e alle abbazie: il forte di Gavi nell’Alessandrino, l’abbazia di Vezzolano, la città romana di Industria a Monteu da Po. L’area archeologica di Serravalle Scrivia ospita invece tre micro performance di danza contemporanea tra le sue mura antiche.

La domenica si spinge oltre, da un lato verso l’archeologia con Libarna e Augusta Bagiennorum, dall’altro verso il Novecento con la Discoteca Olivetti di Ivrea. Ex mensa aziendale e circolo ricreativo, il luogo serviva a diffondere musica agli operai, in una città iscritta nel 2018 nella lista del patrimonio mondiale come cinquantaquattresimo sito italiano, per il suo urbanismo industriale. Lo stesso giorno l’abbazia di Fruttuaria apre a San Benigno Canavese, un ecomuseo dell’argilla propone un concerto a Cambiano, e una camminata collega Craveggia a una chiesetta di montagna della val Vigezzo. A Cursolo-Orasso la giornata parla delle mele del paese e del paesaggio che le produce: il patrimonio, lì, si mangia.

Uno stesso tema, due fine settimana diversi

Le giornate si sono svolte in Francia il 19 e il 20 settembre, una settimana prima: dal 1984 cadono lì il terzo fine settimana di settembre, mentre l’Italia sceglie il suo. Il tema europeo, però, è comune. La Francia lo ha intitolato « Patrimoine en péril : raviver, résister, réimaginer », l’Italia « Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare ». Due traduzioni della stessa idea, a otto giorni di distanza.

La Valle d’Aosta, invece, segue un ritmo suo. Autonoma in materia culturale, distribuisce la sua partecipazione su nove giorni sotto il nome di Plaisirs de Culture, dal 19 al 27 settembre, con una settantina di iniziative e trentotto partner. Per chi legge da Torino o da Milano, è la regione dove il programma del patrimonio si legge anche in francese.

Il Ministero della Cultura pubblica il programma completo, sito per sito, su cultura.gov.it.

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